I nostri sponsors

 

"Tavella

Il pivot più basso della storia del basket,
 fa delle finte, del piede perno e della 
mano morbidissima ­ da qui il soprannome Tavella ­ 
le sue doti caratteristiche. 
Soprattutto nel "sottomano", tiro che esegue con
percentuali da NBA.
 Peculiarità tecnica: perde tutte le gare
 di tiro con la dolce consorte, di lui più nota
 e mitica "bionda", soprattutto, più brava
 (e avvenente) giocatrice di basket
 (nonostante, lei, sia allenata da Micio).

 

"Cecco"
 
L'unico vero atleta della squadra, 
frequenta con assiduità le palestre 
di body-building. Peccato che, cambiando 
sport, non si accorga che muta anche
"l'attrezzo": molto spesso, infatti, con il 
pallone in mano, pensa ancora di usare 
il bilanciere. I risultati sono sotto gli occhi 
di tutti. Fa smisurato uso di integratori, 
tutti in "formato famiglia". 
Già indagato da Guariniello.

"Max"
 
Per motivi di lavoro, poco assiduo in palestra.
 Pivot anomalo (più largo che alto), ha mano
 morbida, nonostante uno dei suoi primi allenatori
 sia stato "Gigio" Tournoud (buon sangue non mente).
 In ogni caso, è molto meglio dietro al banco
 del suo bar. Oppure davanti!!

"Gigi

L'artista del gruppo. 
Le sue sfuriate contro il tabellone luminoso 
sono, infatti, paragonabili alle migliori opere 
di Van Gogh. E' un grande saltatore, soprattutto 
quando protesta con gli arbitri, che normalmente 
lo espellono o  gli "rifilano" fallo tecnico. E noi 
perdiamo le partite. Tutti i compagni si chiedono, 
e gli chiedono, quando riuscirà a "pennellare" un 
canestro, o un passaggio. Almeno uno.

"René

Più che il miglior presidente della storia è,
 senza ombra di dubbio, il miglior cacciatore
 del Nord-Ovest. Dovrebbe solo ricordarsi di
 togliere il "codice a barre" dai camosci, cervi,
 cerbiatti e cinghiali cacciati alla "Cidac",
 al "Carrefour" oppure, nelle battute
 fuori porta, all'Auchan.

"Rio"

Il "vitellone" del basket regionale, e non solo. 
Se "guzzasse" con le stesse percentuali che ha 
nei tiri liberi, tutte le "bimbe de no-s-atre" sarebbero 
assolutamente tranquille. Al contrario, il feeling con 
l'altro sesso è paragonabile a quello che, ai bei tempi, 
esibiva con l'amata Okhlaoma (pistola ad aria compressa, ndr). 
Oggi, come allora, fa sempre centro. Eccezione fatta 
con il pallone da basket. Peculiarità tecnica: nonostante le cure continue di una splendida quanto bravissima infermiera, è l'unico sempre infortunato!

"Geom. Puggioni"
 
Il dato caratterizzante della sua bravura tecnica
 e della sua longevità agonistica, come lui stesso
 ama sottolineare, è che non è mai, ma proprio mai,
 stato allenato da Gabriele Peloso nè da Luigi Frosini.
 Peculiarità tecnica: è sempre in ritardo, ma un bravo
 allenatore (cosa della quale l'Etoile du Nord è
 provvista, ndr) lo convoca sempre una
 settimana prima. Comunque, riesce lo stesso
 a saltare il primo quarto d'ora
 dell'allenamento o della partita.

"Cit"

Ha iniziato a giocare quando, nei pressi del
campetto del Quartiere Cogne, c'erano ancora 
i dinosauri e, in cortile, si giocava a "cerbo" 
e si avevano le ginocchia ed  i gomiti sbucciati. 
Per la lunga militanza sui parquet, è stato nominato, 
a furor di squadra, allenatore. 
Ovviamente mai ascoltato e considerato.
Peculiarità tecnica: miglior conduttore del gioco nei 
dopo partita, dopo allenamento. Sempre dopo, insomma. 
E una volta durante? Mai ?

"Pluffer"

Il più forte giocatore della Valle del Lys,
 celeberrimo per i granitici "blocchi".
 Purtroppo, il granito, proveniente dai blocchi,
 gli si è insediato in pianta stabile anche nelle
 mani "dal tocco e dalla presa" morbide.
 Diventasse coach, non avrebbe problemi a
 vincere "l'inseminatore d'oro".

"Teo"

La più promettente e grande promessa valdostana 
del biliardo. E', purtroppo per la squadra, ancora 
convinto che il "canestro è buono" soltanto se realizzato 
dopo "un'ottavina reale". Il suo sogno cestistico è giocare
indossando i vestiti di Big Jim, sempre troppo stretti. 
Oppure di vincere, almeno una volta nella vita, 
un torneo "3 contro 3".

"Carlone"

Dato peculiare è senza dubbio la velocità: 
infatti, in contropiede e a "stecca",  percorre il campo
 nello stesso tempo con il quale ha coperto
 ­ a tempo di record ­ da casello a casello,
  Aosta - Milano: 55 minuti.
 Nonostante "l'affinità di coppia" non ha la "mano calda",
 tipica dei giocatori "slavi".

"Aldino"

Nato nel mitico campetto del Quartiere Cogne, 
all'epoca scelse la pallacanestro per una fondamentale 
attitudine tecnica: i capelli "afro", modello mitico "Dr J". 
Di rilievo tecnico, la gara, senza fine, con Gigio per chi, 
a fine campionato, colleziona il maggior numero di falli 
tecnici ed espulsioni. Un vero terrore per la classe arbitrale.

"Ghezzi"

Nato cestisticamente al campetto del Quartiere Cogne
 e talentuoso minicestista, ha vinto, nel 1984,
 il campionato Cadetti piemontese, insieme a un certo
 Davide Pessina. N.B.: Era Pessina a essere in
 squadra con Ghezzi, e non viceversa.
 Successivamente, pago dei risultati, è scomparso
 dalla scena cestistica nazionale per una pausa
 di riflessione durata 13 anni, per riapparire in
 questo "dream team" lo scorso anno.

"Babbo"

Nella politica di ringiovanimento della squadra, il talentuoso presidente Artaz ha estratto dal cilindro il migliore prodotto locale degli ultimi 8 lustri. Ha iniziato a giocare a basket quando a Saint-Vincent non esisteva
ancora il Casino de la Vallée e l'oratorio del "Canossa", grande fucina di talenti, era retto direttamente dal Papa, all'epoca Bonifacio VIII. Appagato dagli enormi successi ottenuti sulla panchina della "C2" in veste di allenatore, ha deciso di tornare a vestire pantaloncini e canottiera e abbassare la percentuale di vittorie anche in casa nostra. Grazie.


"Micio"
 
Con "un lupo americano a Londra" condivide l'origine del gioco del basket (da valente allenatore, pare che la pallacanestro l'abbia inventata lui) e la "moquette di peli", che ricopre, nella sua interezza, il corpo di
entrambi. Stanco di vincere troppo sulla panchina del
"basket-donne-valdôtaines" anche lui, come il Babbo, entrambi invidiosi delle nostre lunghe serie di vittorie, cerca disperatamente di farci perdere qualche partita. Con le sue grandi doti tecniche e fisiche (dotatissimo),
soprattutto il tiro dalla lunga distanza, è il play-maker che mancava alla squadra per il definitivo salto di qualità.


"Gege"

Giocatore e uomo dalle mille risorse e attività, nei ritagli di tempo fa anche l'assicuratore e prova a giocare a basket. Peccato, per lui e per noi, che l'unica cosa che non riesce ad assicurare è quella di regalarci, almeno
una volta nella vita, una vittoria. Grande tiratore, soprattutto dalla lunga distanza (non vedendolo in palestra, si ipotizza che il tiro lo scagli da fuori la struttura),  fa della velocità la sua grande dote tecnica. Peccato sia troppo veloce. In tutto. E, molte volte, è talmente veloce che sta già facendo la cosa successiva. Crede, infatti, di aver già iniziato e finito
con ottimi risultati, l'allenamento oppure la partita, invece non lo si vede per mesi interi. Anche lui, come Tavella, ha la grande "sfiga" di non vincere mai una gara di tiro o una partita "1 contro 1" con la gentile consorte, altra giocatrice di pallacanestro, ahinoi !!, molto più nota, più brava (e avvenente) di lui.